Buonvento: Scartatura, stuccatura e finitura del prototipo

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L’amico Alfredo Soda continua il suo racconto su come è stato realizzato il prototipo Buonvento. Ecco un articolo, con alcuni preziosi consigli, su come sia stata eseguita la finitura del prototipo. Buona lettura a tutti.

Ci siamo lasciati con la resinatura dello scafo (vedi articolo: Buonvento: Come abbiamo resinato il prototipo); riprendo con le fasi successive della scartatura, stuccatura etc…

Dopo che lo stratificato è ben catalizzato si passa alla scartatura iniziando dall’interno; oltre a scartare lo stratificato si prosegue con tutta la superficie per togliere i vari grumi che si sono depositati un po’ da tutte le parti. Noi abbiamo usato una scartatrice rotorbitale con carta di grana 80. Terminata questa operazione si passa all’esterno e qui è tutto più facile.

N.B. Il cielino della tuga l’abbiamo montato dopo la scartatura e il montaggio degli interni perché il tambuccio ha misure piuttosto ridotte e si rischiava che il piano cuccette ed altri arredi non sarebbero passati. Oltre a questo l’assenza del cielino della tuga ha facilitato la scartatura degli interni avendo un buon volume d’aria.

Dopo questa operazione ci siamo resi conto che non serviva la stuccatura avendo usato il tessuto di copertura. Prima di montare gli interni è bene dare una mano di fondo epossidico. Intanto che catalizzava siamo passati agli esterni e dopo la prima scartatura abbiamo stuccato il bordo dello stratificato per pareggiare lo spessore fra lo stratificato ed il supporto. Terminata questa operazione e scartata la stuccatura si torna alla costruzione.

Montare il cielino della tuga significa chiudere completamente la barca impedendo l’entrata per la resinatura di quest’ultimo così abbiamo aperto il passo d’uomo a prua per darci la possibilità di entrare all’interno e completare il lavoro.

Torniamo fuori; una volta arrotondato l’angolo si procede come da manuale. Terminate tutte le lavorazioni si da una mano di fondo epossidico. Questa operazione serve per individuare i punti di stuccatura che abbiamo dimenticato. Si scartano le stuccature e si da una seconda mano di fondo epossidico a spessore. Questa operazione va eseguita con molta attenzione perché è la protezione fondamentale che si da alla barca.

La verniciatura la si lascia per ultimo, dopo avere predisposto le attrezzature di coperta con fori e passaggi vari da montare in ultimo a barca terminata.

Il prossimo appuntamento parlerò del bulbo e delle attrezzature di coperta.

A presto… Buonvento!

Alfredo Soda

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