Considerazioni sulle vele del Buonvento

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Ricevo dal mio amico Silvano Lorenzon, armatore di Pikkio, un interessante articolo inerente alle vele del Buonvento. Buona lettura a tutti.

Scrivo qui alcune brevi considerazioni in merito alle vele del nostro Buonvento affinché possano essere di aiuto a tutti gli armatori / costruttori.

Cominciamo dall’inizio, ovvero, al momento in cui ho commissionato al velaio la realizzazione delle vele. La scelta della vela di prua è ricaduta, su indicazione del velaio, sul Genoa perché “più adatto dello yankee alle ariette dell’alto Adriatico”.

Questa estate navigando nella laguna di Venezia, mi sono accorto che nell’andatura di bolina il Buonvento non era così veloce come altre barche a vela di simile impostazione e, sopratutto, aveva una pronunciata tendenza allo scarrocciare. I punti di riferimenti presi con le briccole della laguna hanno permesso di constatare questo comportamento.

Tornato a casa ho provato a misurare a tavolino il centro velico con randa e genoa e mi sono accorto che capitava a circa 30 centimetri a poppavia dell’albero. L’albero, normalmente, è a sua volta posizionato a poppavia del centro di carena, questo per motivazioni legate alla sicurezza: La barca orziera (mai puggiera) a fronte di un colpo di vento improvviso porta la prua al vento.

Nell’andatura di bolina, inoltre, si ha difficoltà nelle virate perché lo stralletto impedisce parzialmente l’operazione, il punto di scotta s’impigliava nello stralletto e la base s’impigliava sulla draglia, modifica effettuata con soddisfazione è verso prua la draglia fino a terra e quando potevo staccavo lo stralletto che attaccavo al piede dell’albero.

Un altro aspetto da curare con attenzione è il punto di scotta (che nel caso di Pikkio è fisso) che è da preferire spostabile su rotaia (come nel prototipo) perché, in navigazione, si sente l’esigenza reale di modificarne continuamente la posizione.

Nelle andature portanti invece, il Buonvento così armato dava il meglio di se, perché più tela a riva uguale più velocità.

Buonvento a tutti!

Silvano Lorenzon 

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