Consigli pratici sull’uso della Resina Epossidica

La resina epossidica è un materiale fantastico sotto molti punti di vista, ma è anche un prodotto costoso, inquinante e che può innescare l’insorgenza di fastidiose allergie. Accorgimenti e precauzioni per farne un uso corretto.

A piccole dosi

Lavorare poca quantità di resina epossidica alla volta, facendo bene attenzione al fatto che il peso o il volume totale sarà dato dalla somma delle due componenti. Quindi – ponendo un rapporto pari ad 1/2 – se desiderate 150 grammi di preparazione da lavorare, ricordate che ci vorranno solo 100 grammi di resina epossidica e 50 grammi di indurente. Questo, ovviamente, sempre in relazione al lavoro che si intende fare. I vantaggi che derivano dalla preparazione di poco materiale per volta sono molti, tra cui:

  • La ridotta quantità di resina sarà più facile da miscelare con accuratezza.
  • La poca massa totale ridurrà il rischio di un picco termico incontrollato (…e chi ci è passato sa quanto sia sgradevole).
  • Si hanno meno sprechi per materiale residuo e/o errori nella preparazione.

Usando i contenitori adatti

Occorre un contenitore piccolo, trasparente e con la base priva di angoli vivi per la preparazione della miscela delle due componenti ed un contenitore con una base molto larga per contenere la resina epossidica preparata.

Il primo contenitore, quella per la preparazione, deve essere trasparente perché resina ed indurente hanno un coefficiente di rifrazione della luce differente. Questo consente di verificare se la miscelazione delle due componenti è stata fatta accuratamente. Le dimensioni ridotte e l’assenza di spigoli vivi alla base consentono di raggiungere con la stecca tutto il materiale.

Il secondo contenitore dalla base ampia, dove versare la miscela appena preparata, permette uno scambio di calore maggiore tra la resina epossidica e l’aria, incrementando, seppur non di molto, la durata della miscela stessa e riducendo il rischio di un picco termico.

Uso le vaschette del gelato come contenitori per miscelare. Sono perfette perché rispondono a tutti i requisiti richiesti e sono facili da reperire. Un contenitore qualsiasi in materiale plastico largo e basso, come un portavivande, va bene per contenere la resina preparata durante la lavorazione.

Procedendo con metodo

La parole chiave sono:

  • Ordine
  • Pulizia
  • Precisione
  • Rapidità

Porre il contenitore in cui effettuare la miscelazione delle componenti sulla bilancia di precisione e sottrarre la tara. Versare prima la resina e poi l’indurente direttamente nel contenitore. L’uso di contenitori separati per la preparazione del peso potrebbe cambiare le percentuali della composizione, a causa dei residui che, inevitabilmente, rimarrebbero sulle superfici. Resina ed indurente hanno una densità notevolmente diversa.

Miscelare accuratamente nel primo contenitore e versare, appena terminato, la resina epossidica nel secondo contenitore basso e largo.

Pulire immediatamente tutto ciò che può essere riutilizzato. In genere ciò non molto è di più del contenitore di miscelazione e della stecca.

Lavorare con un sacchetto per i rifiuti dedicato allo smaltimento del materiale di scarto e verificare, se nella propria zona di residenza, si ha la necessità di conferire il tutto all’isola ecologica.

Attenzione! Anche piccole quantità di resina addensata possono generare una notevole quantità di calore. Se disperdete i residui della resina nel sacchetto, accertatevi che ciò non comporti l’insorgere di un incendio.

Usando gli attrezzi corretti

Se dovete lavorare su superfici ampie, usate un piccolo rullo invece del pennello. Questo vi permetterà di procedere con maggiore rapidità, non solo risparmiando del tempo, ma riducendo la possibilità che la resina epossidica diventi non più lavorabile. Meno sprechi!

Per miscelare utilizzo delle bacchette di bambou, per intenderci quelle che servono per mangiare le preparazioni della cucina cinese. Non assorbono materiale e possono essere pulite e riutilizzate per fare delle spine per il legno.

Per la preparazione dei cordoli o per “steccare” alcune parti, realizzo delle lingue di compensato (non certo compensato marino!) con legno di scarto. Sono lunghe 20 cm o 10 cm ed hanno una larghezza di 2,5 cm. Le misure derivano solo dalla mia esperienza. Potete farle come preferite.

Per stendere la resina caricata con la farina di legno, usate una spatola dentata di metallo oppure in polipropilene, La prima può essere pulita dai residui di resina anche induriti con il calore. La seconda facilmente, in quanto sul polipropilene la resina epossidica non fa presa.

Nota finale

Motivazione economica a parte, che non è certo trascurabile, la resina epossidica è fortemente inquinante. La sua lavorazione produce molto materiale di scarto ed un impiego grossolano ed impreciso anche tanta polvere nociva in fase di rifinitura. Usare la resina epossidica con attenzione è importante per contribuire a minimizzarne l’impatto sull’ambiente.

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Elio De Petris | Programmatore

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