Un Buonvento a zonzo in Adriatico da Chioggia a Riccione

Buonvento Pikkio di Alessandro Valentino

Alessandro Valentino, il nuovo armatore di Pikkio, ci regala un interessante resoconto della navigazione di 80 miglia, a motore e vela, da Chioggia a Riccione. Insieme a Sara de Stefani, ecco il racconto del trasferimento del Buonvento Pikkio.

È arrivato il giorno: Pikkio ha cambiato da un po’ armatore ed ora deve salpare verso la sua nuova casa. Da mesi aspettiamo questo momento. Carenza di tempo, obblighi di lavoro, finestre meteo e, soprattutto, il piacere mai apertamente dichiarato di rimanere in laguna, ci hanno sempre fatto rimandare la partenza.

Pikkio è bellissimo, nato dalle sapienti mani di Silvano, che lo ha costruito con abilità ed amore. Si vede. Forse è la barca ideale.

L’Architetto Foschi, conosciuto in occasione di un incontro organizzato dai Venturieri, ce ne ha consigliato l’acquisto ed il feeling che si è creato con Silvano ha fatto il resto.

Qualche uscita in laguna ad inizio estate, con immancabile incaglio ed inaspettata visita della mitica foca chioggiotta (era forse era una sirena?) ed ora siamo pronti – si fa per dire – per il trasferimento di Pikkio a Riccione. Più o meno 80 miglia. Calcoliamo 2 giorni di mare, con sosta a Marina di Ravenna per la notte.

Ho all’attivo una navigazione Venezia Portegrandi – Riccione di qualche anno fa, a bordo di Freedom, uno splendido Joshua Matthew di Laurent Giles, con tanto di fantozziano insabbiamento notturno davanti a punta Maistra. Non vorrei ripetere l’emozionante esperienza. Ed allora avevo in equipaggio due velisti veri!

Sara ed io lasciamo il rassicurante ormeggio ai Venturieri alle 18 di una burrascosa serata di agosto, con tromba d’aria abbattutasi nell’entroterra. In laguna ci siamo solo noi, inzuppati ed infreddoliti. Porto S. Felice è un richiamo irresistibile e ci offre riparo per la notte. Ottima cenetta in barca, vicini di ormeggio gentili, mentre sulla cordialità ed ospitalità del marina sorvolerei.

Alle 8:00 salpiamo. Tredici ore di tranquilla ed eterna smotorata, allietata dai delfini davanti a punta Maistra e da qualche sgombro suicida, sempre prontamente liberato, che si avventa sul nostro piccolo minnow testa rossa, che trainiamo per tutta la navigazione.

Entriamo a Marina di Ravenna con il buio e questo non mi piace, tra enormi navi container che vanno e vengono dal porto. Sono molto teso e ciò si percepisce, anche perché abbiamo solo una torcia che, immagino, piloti e grandi navi fatichino a scorgere nel buio.

Ormeggiamo in ogni caso ad una banchina pubblica occupata da pescherecci, sotto un distributore di carburante. La difficoltà a vincere la corrente per entrare nella piccola darsena avrebbe dovuto farmi capire che non fosse proprio il posto ideale per passare una notte tranquilla.

Comunque, dopo una ottima piadina ad un vicino chiosco e la guerra psicologica con i topolini che corrono sulle cime d’ormeggio, ci addormentiamo.

Il sonno viene interrotto già al passaggio della prima nave. La risacca che si forma ci scaglia con violenza contro la banchina e, purtroppo, sarà così per tutta la notte a causa del continuo andirivieni dei pescherecci. Di certo avremmo dovuto spostarci altrove, ma soprattutto la pigrizia e poi l’incertezza sul dove cercare un ormeggio, hanno avuto il sopravvento, anche sulla paura che i tanti parabordi messi a protezione di Pikkio potessero scoppiare.

Alle 7 cappuccio, brioche e poi via verso casa. L’imbarazzante problema della cacca (a bordo di Pikkio non c’è il bagno) è brillantemente risolto dal bugliolo.

Paesaggio certamente più monotono, ma ancora delfini davanti a Cervia e due splendide tartarughe.

Poi da Cesenatico scirocco teso e, finalmente, si alzano le vele! A prua la trinchetta e mi espongo ai lazzi dei veri velisti, ma ci saranno 20 nodi e mi sembra burrasca!

Il mal di mare colpisce inesorabile, ma alle 19:00-19:30 facciamo il nostro ingresso trionfale a Riccione. Soprattutto vivi e con Pikkio illeso: E questo non era per niente scontato!

Giusto il tempo di inviare un messaggio per rassicurare il preoccupatissimo Silvano, che già compare un po’ di nostalgia per la grande avventura ormai finita.

Ma ora via ai lavori per ridare a Pikkio il suo splendore, con la testa, però, a fantasticare su nuove eroiche navigazioni delle quali vi terremo sicuramente aggiornati!

Buon vento da Pikkio!

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